Omar Ronda

Painter, sculptor 1947-2017

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nasce a Portula (Biella).

 

sin da ragazzo ha una forte passione per le arti figurative, non ancora ventenne si dedica alla pittura e frequenta assiduamente la casa del regista Maurizio Corgnati e di sua moglie, la cantante Milva, dove ha la fortuna di partecipare a molte discussioni e confronti letterari con amici di Corgnati del calibro di Carlo Fruttero e Franco Lucentini. 

Nel 1967 fonda una galleria d’arte a Biella e con l’aiuto di Gian Enzo Sperone e di Lucio Amelio organizza una serie di grandi mostre dei poveristi, Pistoletto, Kounellis, Penone, Zorio, Merz, Boetti, Paolini, Calzolari e più tardi di Paladino, De Maria, Chia. 

Nel 1973/74 passa un intero anno a New York dove conosce Leo Castelli ed Eleana Sonnabend, con loro porta in Italia le mostre di Rauschenberg, Warhol, Dine, Wesselmann, Twombly, Lichtenstein, Indiana, Oldemburg, fino ai minimalisti Sol LeWitt, Carl Andre, Bob Morris ed altri. A New York in seguito conosce e frequenta Basquiat e Heit Haring con il quale si lega in un rapporto di vera amicizia. Collabora assiduamente con Giorgio Marconi a Milano e con Lucrezia De Domizio Durini a Pescara con lei organizza alcune conferenze e mostre di Joseph Beuys. 

Nel 1983 decide di chiudere la galleria per dedicarsi alla sua vera grande passione “creare arte“.

In quegli anni passa lunghi periodi in Sardegna e visita la raffineria Saras Petroli di Capoterra a Cagliari che lo colpisce profondamente tanto da elaborare una filosofia delle materie che chiama Cracking Art, filosofia che lo porta a cercare nel petrolio la sua antica origine organica ed antropologica per trasformarla in arte con un suo rivoluzionario linguaggio operativo e concettuale. 

Nel 1990/91 realizza installazioni estreme sulla vetta del Monte Bianco e nelle grotte di Is Zuddas in Sardegna e vive sei giorni e sei notti in una piramide vegetale sotto al reattore del Cracking Catalitico della raffineria Saras Petroli di Moratti. 

Nel 1993 fonda un gruppo con altri artisti e con questi organizza mostre e installazioni utilizzando animali in plastica da lui ideati e creati: Epocale a Milano nel 1993, curata di Tommaso Trini e Luca Beatrice, evidenzia l’intenzione di Ronda di cambiare radicalmente la storia dell’arte attraverso un forte impegno sociale ed ambientale e l’uso rivoluzionario ed innovativo di materie plastiche diverse ed evocative di un rapporto sempre più stretto tra vita naturale e realtà artificiale. Seguono centinaia di mostre ed eventi in tutto il mondo che danno a Ronda una notorietà internazionale, ne citiamo alcune: 

Chiostro del Brunelleschi, Santa Maria degli Angeli (Firenze), S.O.S. maremuore, Mole Vanvitelliana (Ancona), Mille delfini a Milano, Piazza del Duomo, Arengario di Palazzo Reale, Assessore alla Cultura Philippe Daverio, La Posteria (Milano) e Galleria Pananti (Firenze), Invito ufficiale e partecipazione alla 49° Biennale Internazionale d’Arte di Venezia, curatore Harald Szeemann, cataloghi a cura di Lucrezia De Domizio Durini, Maurizio Sciaccaluga e Alessandro Riva.

Città di Arezzo per il Twin Tower Found di Rudolph Giuliani, Ambasciata Americana in Italia, Tutto l’odio del mondo, Palazzo Reale (Milano) a cura di Alessandro Riva, Città di Vilnius, Istituto Italiano di Cultura (Lituania), Beaufort – Triennale D’arte del Belgio, a cura di Willy Van den Bussche, Klaus Bussmann, Sul filo della lana (Biella) a cura di Philippe Daverio, Museo di Santa Apollonia (Venezia) in occasione della 51° Biennale di Venezia, catalogo Mazzotta a cura di Martina Corgnati ed Elena Forin, Galleria Civica d’Arte Contemporanea Palazzo Collicola (Spoleto) a cura di Martina Corgnati, Fondazione delle Stelline (Milano) a cura di Martina Corgnati, SOMA Museum, (Seul – Korea), Chiostro del Bramante (Roma)

Tornabuoni Arte (Firenze), Armanda Gori Arte (Prato), SuperNatura, Palazzo Medici Riccardi (Firenze), Fondazione Antonio Mazzotta (Milano) Catalogo a cura di Piero Adorno, Claude Lorent e Francesco Santaniello, Una Mostra Bestiale, (Orio al Serio, Bergamo) interventi di Philippe Daverio e Vittorio Sgarbi, Old Port Sea (Tel Aviv – Israele).

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